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Peppe Dell'Acqua, salernitano, psichiatra, segue Franco Rotelli nella direzione del Dipartimento di Salute Mentale (DSM) di Trieste. Ha cominciato nell’ospedale psichiatrico di Trieste nel 1971 con Franco Basaglia dove ha partecipato al cambiamento e alla chiusura del manicomio. Nel 1973 ha condiviso con Giuliano Scabia e Vittorio Basaglia la singolare esperienza del laboratorio dal quale uscì Marco Cavallo, il fantastico cavallo azzurro simbolo della liberazione e dei riconquistati diritti dei “matti”. Dalla metà degli anni ’70 lavora per la progettazione e la sperimentazione dei primi centri di salute mentale territoriali aperti 24 ore. Nel 1988 ha curato con Roberto Mezzina per Sapere 2000 “Il folle gesto”, una raccolta di perizie psichiatriche e di saggi sulla questione del carcere, del manicomio giudiziario e delle pratiche dei servizi di salute mentale di Trieste. Il libro ha contribuito ad avviare e sostenere percorsi legislativi, dibattiti e progetti per la chiusura dell’ospedale psichiatrico giudiziario. Dal 1996 è docente di Psichiatria Sociale presso la facoltà di Psicologia. Segue con particolare attenzione l’aspetto della comunicazione e ha collaborato alla pubblicazione di materiali divulgativi e alla produzione di programmi radiofonici e televisivi. Si occupa in particolare della formazione e del sostegno dei familiari di persone con disturbo mentale. Su questo tema, nel 2003, ha pubblicato per Editori Riuniti, “Fuori come va? Famiglie e persone con schizofrenia. Manuale per un uso ottimistico delle cure e dei servizi”. Nel 2007 ha pubblicato “Non ho l’arma che uccide il leone” con l’intenzione di comunicare il senso dell’esperienza del radicale cambiamento avvenuto negli anni ‘70.