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Nasce a Roma il 20 dicembre 1962. Ha una formazione umanistica, avendo frequentato la facoltà di Lettere e Filosofia con indirizzo antropologico. Dal 1981 è fotografo. Fino al 1986 lavora nel campo della fotografia di moda e pubblicità. Successivamente sceglie il reportage come attività principale e collabora come free-lance con quotidiani e settimanali italiani e stranieri tra cui L'Europeo, Epoca, Newsweeks, Stern, The European. Dal 1992 inizia a lavorare al suo progetto Eredi del Duemila, sulla condizione dell'infanzia nel mondo. Questo progetto, sopportato dall'Agenzia Contrasto con il contributo dell'UNICEF e della Kodak, si propone di documentare, nei modi propri dell'inchiesta fotografica, la situazione dell'infanzia nella società mondiale alle soglie del terzo millennio. Si tratta di un'indagine sul prossimo futuro, condotta in vari paesi del mondo, sugli esseri umani che sono destinati a governarlo oppure ad esserne le anonime vittime. Nell'ambito di Eredi del Duemila ha già realizzato diversi reportage su alcune realtà molto problematiche del nostro pianeta: Brasile, Sierra Leone, Angola, Bangladesh e Thailandia, Sudan, Iraq, Cina, Uzbekistan, Kenya. Nel 1994 pubblica il libro fotografico Ruas sulla vita dei bambini di strada in Brasile. Ruas vince il premio MIFAV come miglior pubblicazione fotografica del 1994. Nel 1995 vince con Ruas il primo premio del World Press Photo nella sezione People in the news e il Visa d'Or al Festival Internazionale di Fotogiornalismo Visa pour l'image di Perpignan. Nel 1996, una grande selezione di Eredi del Duemila viene esposta con grande rilievo all'interno della mostra celebrativa sui 50 anni dell'Unicef: Obiettivo Infanzia, Roma, Palazzo delle Esposizioni, dicembre '96 - gennaio '97. Nel 1997 la sua immagine della bambina angolana che stringe nelle braccia una bambola, è dichiarata Foto dell'Anno per il World Press Photo 1997. Il suo reportage su Angola - Il Dramma delle mine vince il primo premio nella categoria People in the News sempre del World Press Photo 1997. Con un lavoro sul Kurdistan iracheno si aggiudica il primo premio-foto singola e il secondo reportage nella categoria "General News" nell'edizione '98 del World Press Photo. Le sue immagini sono esposte regolarmente in gallerie e musei e pubblicate sulle principali riviste internazionali.