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Nasce a Trieste il 6 novembre 1960, dove vive e lavora come fotografo indipendente. Si definisce uomo di confine, da sempre in confronto sul piano emotivo-istituzionale, conscio, di una umanità, che non ha né possibilità sociale né storica per ribellarsi, e, dell'inutilità, dei furori e delle retoriche. Le sue prime fotografie sono per documentare un viaggio di collaudo di uno scooter italiano. Le immagini vengono viste e giudicate ben oltre la semplice documentazione, e gli permettono di trovare i primi incoraggiamenti per intraprendere questa strada. Nel 1985 su invito dell'amico Pino Rosati, inizia a collaborare nelle attività artistiche del Laboratorio P, sulla collina di S.Giovanni nell'ex Ospedale Psichiatrico di Trieste. Inizierà l'esperienza basagliana che lo porterà a sviluppare un suo linguaggio fotografico per conoscere comprendere le situazioni, vivendole sulla propria pelle. In quell'estate seguirà la Blaue Karowane, viaggio attraverso gli ospedali psichiatrici tedeschi, avrà le sue prime fotografie pubblicate su un quotidiano berlinese Die Tagezeitung. In seguito eseguirà dei piccoli reportage nell'ex Jugoslavia, iniziando a esporre con mostre di quartiere. La prima mostra importante nel è del 1988 La città negata, immagini di Trieste, esposta a Belgrado e Milano. La più importante nel 1994 La pace mai promessa immagini di Sarajevo dal reportage eseguito nel'1993, mostra esposta anche in Argentina a Rosario e Buenos Aires. Nel 1995 espone Cercando Kiki una mostra sulla condizione femminile, seguiranno le mostre Cronometropoli e La biblioteca di Sarajevo. Diverse sono le mostre collettive nazionali tra le quali: nel 1995 Volontari Volontariato e nel 1996 Fotoreporter italiani nell'ex Jugoslavia. Da diverso tempo ha cessato di collaborare con il Laboratorio P ma continua a fotografare il processo di trasformazione dei Servizi Psichiatrici di Trieste.